Svolta salvavita nei ristoranti: arriva l’obbligo dei defibrillatori
Roma introduce l’obbligo di defibrillatori in tutte le attività di dimensioni superiori al 250 metri quadrati. Coinvolti oltre 1800 locali della Capitale
La Capitale si prepara a una vera e propria rivoluzione sul fronte della sicurezza e della prevenzione medica nei luoghi di aggregazione e ristorazione. Con l’obiettivo di ridurre drasticamente le morti per arresto cardiaco improvviso, scatta a Roma l’obbligo di installare defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) all’interno dei grandi ristoranti e delle attività di somministrazione con un’elevata capienza di pubblico.
Un provvedimento che punta a trasformare la rete della ristorazione romana in un vero e proprio presidio di primo soccorso, riducendo a pochissimi minuti i tempi di intervento in caso di emergenza.
Dopo il primo via libera della Commissione Commercio, ora il provvedimento approderà in Aula Giulio Cesare per la votazione finale. La proposta diventerà legge e verrà inserita nella delibera 35 del 2010, cioè il Regolamento quadro sulle somministrazioni.
Il regolamento introduce parametri ben definiti per individuare i locali commerciali che dovranno necessariamente dotarsi del dispositivo salvavita. L’obbligo scatterà per tutti i ristoranti e i grandi locali pubblici di dimensioni superiori ai 250 metri quadrati.
Oltre alla presenza fisica del macchinario, che dovrà essere posizionato in un luogo facilmente accessibile e chiaramente segnalato da un’apposita cartellonistica, la normativa prevede un tassello fondamentale: la formazione del personale.
All’interno di ciascuna attività coinvolta dovrà infatti essere sempre presente, durante l’orario di apertura al pubblico, almeno un dipendente abilitato all’uso del defibrillatore e formato attraverso i corsi ufficiali di rianimazione cardio-polmonare (BLSD).
Ogni anno in Italia l’arresto cardiaco colpisce decine di migliaia di persone, e la tempestività del soccorso rappresenta lo spartiacque tra la vita e la morte. Nei casi di fibrillazione ventricolare, ogni minuto che passa senza defibrillazione riduce le possibilità di sopravvivenza del 10%.
Con questa delibera, Roma si allinea alle grandi metropoli europee nella tutela della salute pubblica, trasformando i luoghi del tempo libero e della convivialità in spazi cardioprotetti. L’iniziativa ha già raccolto il forte interesse delle associazioni di categoria, pronte a collaborare con le autorità sanitarie per avviare le campagne di formazione e facilitare l’adeguamento dei locali nei tempi previsti.





